giovedì 22 maggio 2008

Triggerare con Linux

Il triggering è un'operazione molto comune che viene utilizzata con gli strumenti percussivi: avviene spesso che, per carenze strutturali (assenza di buoni microfoni o strumenti) oppure per lacune tecniche del musicista o semplicemente per uno scopo artistico, si ricorra alla sostituzione/aggiunta di suoni partendo da una parte suonata.
Sui sistemi Windows e Mac esistono plugin come Soundreplacer o Drumagog che svolgono questa mansione: dato un segnale audio in ingresso (come ad esempio un rullante suonato da un batterista) ogni singolo colpo viene sostituito con un campione scelto.
In Linux esistono 3 modi efficaci per "triggerare":
  1. utilizzare la plugin ladspa trigger
  2. utilizzare una plugin VST attraverso FST
  3. utilizzare dei trigger fisici e unità che traducano il segnale audio in segnale midi come la Roland TMC-6

utilizzare la plugin
ladspa trigger
ladspa trigger è una plugin sviluppata da Thorsten Edelhaeusser ed è attualmente l'unica plugin nativa per Linux dedicata a questo scopo. Il suo funzionamento è molto semplice, va utilizzata in insert o in un'ausiliaria se si vuole sommare al segnale di partenza, ha una soglia (Threshold), un tempo di mantenimento (Hold Time), un master output (Output Gain), un selezionatore del campione (Sample), e la modalità di triggering (Mode) che permette ad esempio di ascoltare l'audio sorgente e l'audio prodotto contemporaneamente.

Vantaggi:
  • l'immediatezza e la facilità di utilizzo dal momento che questa plugin è nativa e una volta compilata è a disposizione di ogni software che supporta lo standard LADSPA.
Svantaggi:
  • le librerie di ladspa non prevedono la possibilità di fare browsing all'interno del computer, pertanto i campioni da utilizzare nell'operazione di triggering saranno da spostare manualmente in un'apposita cartella /usr/share/ladspa/samples
  • la plugin non presenta controlli sulla dinamica pertanto l'intensità del campione suonato sarà sempre proporzionale a quella della "parte" suonata. Ad esempio se dovessimo triggerare la cassa suonata da un batterista con una dinamica molto variabile (es. un colpo suonato forte, l'altro molto piano) l'intensità del campione suonato sarebbe pari a quella della cassa suonata; questo non sempre è utile poichè spesso, attraverso il triggering, si cerca di correggere l'eccessivo range della dinamica del musicista
  • supporta solo campioni a 16-bit

utilizzare una plug
in VST attraverso FST o Wineasio
Un altro modo per triggerare è quello di utilizzare una plugin VST (una dll di Windows) con FST o Wineasio. A questo punto è sufficiente utilizzare Soundreplacer Drumagog o se si preferisce restare su software free consiglio Replacer.
Sarà necessario infine utilizzare la patchbay JACK per eseguire il corretto routing del segnale.

Vantaggi:
  • le plugin VST in commercio come quelle citate sono complete e funzionano molto bene
Svantaggi:
  • si utilizza software non nativo
  • FST è un wrapper che si appoggia a Wine e questo fattore determina latenza e instabilità (questo non vale per Wineasio che effettua semplicemente bindings tra le applicazioni che utilizzano ASIO con JACK, ma di cui tuttavia bisogna verificarne la latenza)

utilizzare dei trigger fisici e unità che traducano il segnale audio in segnale midi come la Roland TMC-6
Questo metodo consiste nell'utilizzo di alcuni hardware come trigger, un dispositivo come la Roland TMC-6 ed un sequencer (ad esempio Muse, Rosegarden, Seq24).
Il sistema consiste nell'applicare i trigger sugli strumenti percussivi su cui è necessario operare (tipicamente rullante e cassa in una batteria), convertire il segnale audio in evento midi con la TMC-6 (o simili) e registrare con un sequencer sincronizzato al registratore con cui invece si sta acquisendo il segnale audio; in questo modo avremo tracce audio e tracce midi sincronizzate.
A questo punto si può operare sulle tracce midi in modo da assegnare ad ognuna il sample
desiderato ed eventualmente gestire la dinamica operando sul parametro velocity.

Vantaggi:
  • è un metodo robusto
  • permette un editing esteso
Svantaggi:
  • è un sistema macchinoso rispetto a quelli tradizionalmente utilizzati
In conclusione la pratica di triggering su Linux non è ancora così rapida e facile come nei sistemi che supportano nativamente standard come VST, ma è già possibile ottenere ottimi risultati.
Probabilmente il futuro sarà appannaggio di standard natvi come LV2 o DSSI ma attualmente non esistono ancora software sviluppati su questi protocolli per questo scopo.

1 commento:

Audiophilo ha detto...

Rettifica: è stata rilasciata di recente la versione beta3 di ladspa trigger (http://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=193635) sulla quale scriverò presto un aggiornamento.